Anna Tatangelo risponde alle critiche del pubblico che la accusata di essere irriconoscibile dopo l'ultima apparizione a 'I migliori anni'. I fan, infatti, le hanno attribuito qualche 'ritocchino' di troppo. Su Facebook si difende: "Non è nel mio stile raccogliere provocazioni perché negli anni la mia corazza si è sempre più fortificata contro cattiverie ed angherie con la calma, la pazienza".
"Vorrei solamente farvi notare una piccola cosa. Queste foto (a sinistra) - spiega la cantante che ha corredato lo sfogo social di alcune immagini - sono state scattate dai fotografi in studio (foto su cui ovviamente non si può lavorare di fotoritocco ) non foto fatte su uno schermo del televisore ...(come quella a destra). Stranamente sono diverse da quelle che "certi" fanno girare ..Chi sta nel mondo dello spettacolo (o almeno ci prova) dovrebbe sapere come anche le luci in video (TV) facciano la differenza..". "Qui c'è un viso normale e non tramortito da chissà quali rigonfiamenti, tiraggi o altro...La mia colpa - spiega Tatangelo - è quella di aver appiattito i capelli, dovrebbero sapere tutti che se schiacci ti si allarga la faccia, o di non usare trucco sugli occhi per renderli più grandi ??o come dicono alcuni di aver messo troppo in evidenza le mie orecchie (per alcuni a sventola)???? bé stranamente poi dal secondo look della serata quando è stato cambiato anche il trucco ..il chirurgo misterioso ha fatto il miracolo di cambiare tutto, rendendo gli occhi più grandi e la faccia meno gonfia". "Detto ciò - conclude l'artista, evidentemente irritata dall'eccessiva attenzione del pubblico alle foto 'incriminate' - chiudo questa parentesi, perché é alquanto ridicola, e ci tengo a ringraziare tutti quelli che ieri hanno apprezzato, nonostante fossi emozionata, la mia voglia di mettermi in gioco e divertirmi in un ruolo diverso dal solito, ed anche quelli che dietro una tastiera giocano e si sfogano dandomi importanza ....A volte però bisogna stare attenti perché si puó fare del male ..peccato peró per voi che questa volta abbiate beccato un muro .. #lemieorecchie. Ci vediamo venerdì".
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lunedì 1 maggio 2017
"Anna Tatangelo rifatta". Lei risponde: "Ecco cosa ho fatto"
sabato 7 gennaio 2017
Abul, l'uomo albero, dopo 16 operazioni può finalmente abbracciare la sua bimba
Abul Bajandar aveva un solo sogno. Tornare ad avere un'esistenza normale. Una vita come quella di ogni papà del mondo che può prendere in braccio la propria bambina e tenerla stretta. Adesso quel desiderio è diventato realtà per il 27enne, meglio conosciuto come "l'uomo albero" a causa delle escrescenze che gli si sono sviluppate negli anni su mani e piedi: dopo 16 operazioni quel calvario sembra essere ormai alle spalle e Abul, che abita in un villaggio nel distretto meridionale di Khulna, si prepara a lasciare l'ospedale dopo un anno di degenza con sua moglie Halima e la sua bambina di 3 anni.
L'uomo ha sofferto di una malattia chiamata Epidermodisplasia verruciforme, caratterizzata da un'infezione cronica alla pelle che provoca l'insorgere di escrescenze e squame sugli arti. I primi segni apparvero dieci anni fa, ma lui all'inizio non dette importanza a quei primi sintomi, pensando fosse semplicemente un'infezione della pelle. Con il tempo, però, quelle escrescenze, simili a rami, sono diventate enormi, tanto da renderlo invalido e incapace di potersi nutrire, lavare, vestire senza l'aiuto della famiglia.
Una situazione insostenibile dalla quale Abul sta lentamente venendo fuori grazie a un ospedale di Dhaka che si è offerto di operarlo gratuitamente, visto che lui, con il suo magro stipendio da conducente di risciò, non avrebbe potuto affrontare le cure mediche: adesso, dopo 16 operazioni e la rimozione di 5 chili di escrescenze su mani e piedi, si appresta a lasciare l'ospedale. «Il trattamento su Abul è stato una pietra miliare nella storia della scienza medica - ha detto Lal Samanta Sen, coordinatore del reparto di chirurgia plastica al Dhaka Medical College Hospital - Le mani e i piedi sono ormai quasi completamente a posto. Sarà dimesso entro i prossimi 30 giorni dopo un paio di interventi chirurgici minori per perfezionare la forma delle mani». Adesso per Abul si prospetta una vita nuova: dopo che la sua malattia è finita sui media di tutto il mondo gli sono arrivate parecchie donazioni per sostenere le spese dell'intervento. Ora con quella cifra aprirà una sua attività e potrà garantire un futuro alla sua bambina che, finalmente, riesce ad abbracciare: «Non ho mai pensato che sarei stato in grado di tenere la mia bambina con le mani. Ora mi sento molto meglio, posso giocare con lei e fare tutto ciò che non ho potuto fare prima. Ero così preoccupato di non riuscire a crescere mia figlia. Adesso spero solo che la maledizione non tornerà. Al momento penso solo che non vedo l’ora di tornare a casa».
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