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giovedì 14 maggio 2020

Calciatore turco soffoca il figlio di 5 anni affetto da coronavirus: «Non l'ho mai amato»

Ha soffocato il figlio di 5 anni affetto da coronavirus con un cuscino perché non lo amava. Questa è stata la confessione choc del calciatore Cevher Toktaş, 32 anni, si era autodenunciato alla polizia lo scorso 4 maggio, dopo aver ucciso il piccolo Karim 11 giorni prima.


Il calciatore ha detto alle forze dell'ordine quello che era successo ammettendo di non aver mai amato il bambino nonostante fosse suo figlio. Quando è successo, padre e figlio erano in quarantena nell’ospedale pediatrico di Bursa, in Turchia. Dopo averlo soffocato con il cuscino il 32enne ha chiamato i dottori dicendo loro che il piccolo aveva avuto una crisi respiratoria. Per i medici non c'era più nulla da fare e viste le condizioni in cui si trovava il bambino nessuno ha avuto alcun sospetto.

Dopo 11 giorni però il calciatore ha confessato, spiegando di aver tenuto il cuscino sulla faccia del bambino per almeno un'ora. Per diverso tempo ha fatto finta di non pensarci, poi una volta a casa, con la moglie distrutta, ha ammesso di non aver retto il peso dei rimorsi e ha parlato. Secondo gli espeti a spingerlo al folle gesto sarebbe stato un forte esaurimento nervoso che lo aveva colpito. Stando a quello che riporta la stampa locale il calciatore ha ammesso di non avere alcun problema con l'altro figlio, né con la moglie, semplicemente non ha mai sentito di amare il bambino. L'uomo ora rischia l'ergastolo. 

domenica 1 ottobre 2017

Renato Pozzetto, confessione hot a Barbara D'Urso: "Ecco com'è andata con Edwige Fenech..."

ROMA - Renato Pozzetto, impegnato nella preparazione di un nuovo spettacolo teatrale, a Domenica Live ripercorre le tappe salienti della sua carriera, a partire da un “incidente” di set con Edwige Fenech. Il film era “La patata bollente”.
«Dovevamo girare una scena in cui facevamo l’amore in una vasca. Ci siamo messi d’accordo con le maestranze per farlo senza imbarazzi, eravamo nudi, poi avrebbero montato loro quello che si poteva montare. A un certo punto il direttore della fotografia ha chiesto due minuti per cambiare le luci. Siamo rimasti soli nella vasca, nudi, immersi nell’acqua tiepida. A un certo punto io le ho detto: guarda che qui c’è un meccanismo che si lamenta. Dico che è meglio io esca, lei fa: esco io così mi rifaccio il trucco. Arrivano con l’accappatoio, Edwige si alza, si abbassa l’acqua, e…. è uscito fuori, si è visto il…. C’era un elettricista sopra che mi vede, ride e mi fa: Pozze’, guadagnerai qualche lira ma fai una vitaccia…».
Dall’inconveniente “hot” alle grandi amicizie.
«Io sono figlio della guerra. Nel ’42 hanno bombardato la nostra casa, mio padre ha preso i figli e siamo andati via. Ho conosciuto Cochi quando eravamo piccoli. Nel paese non c’era niente per divertirsi, solo fabbriche, dovevamo inventarci battute, canzoni. Così è nato il duo. Cochi è l’amico della vita».
Barbara D’Urso coglie l’occasione per ricordare un film girato insieme, “Mollo Tutto”, e il camper di Pozzetto tra risate e grandi pranzi.
«Ho fatto tanti film, io dico 60, qualcuno dice 70 - commenta Pozzetto - ogni film dura in media due mesi, quindi praticamente ho fatto quasi 120 mesi sul set. Ho voluto un camper che soddisfacesse anche la mia passione per il cibo. Ho chiamato uno chef come collaboratore che mi ha insegnato qualcosa».
Una passione, quella per il cibo, che rivive oggi in una cascina trasformata in locanda, per realizzare un sogno condiviso con il fratello ormai scomparso.
Non mancano ricordi commossi per la moglie, anche lei scomparsa, e per l’amico Paolo Villaggio.

domenica 19 febbraio 2017

Maria De Filippi: "Non ho pagato le multe per 12 anni, rubai l'argenteria a casa"

Maria De Filippi si presta ad una inaspettata confessione durante l'ultima puntata di 'C'è posta per te'. "Non ho pagato le multe per 12 anni, ne arrivavano in continuazione e avevo fatto un patto col portiere che non le consegnava ai miei. Poi ho preso un pezzo d'argenteria e sono andato a venderlo a un gioielliere perché stava arrivando l'ufficiale giudiziario. Mio padre mi ha preso per le orecchie, mi ha portato dal gioielliere, sono dovuta entrare e dire che avevo rubato in casa e me ne ha date anche tante".  Maria, reduce dal successo sanremese, ha raccontato l'aneddoto agganciandosi alla storia di un 30enne che non aveva pagato una multa. Le reazioni dei fan sono inaspettatamente positive, poche le critiche. Tra i commenti si leggono frasi come: "Maria non pagava le multe ed è diventata Maria. Allora io da domani non pago più il biglietto dell'autobus", oppure "Maria non ha pagato multe per dodici anni e ha rubato l'argenteria. La amo". Anche quando viola le regole Maria De Filippi riscuote consensi.

martedì 24 gennaio 2017

Lory Del Santo, incredibile gaffe sul padre di suo figlio. Scoppia la risata tra il pubblico



Lory Del Santo spiazza tutti con la sua risposta a Barbara D'urso. La risata tra il pubblico scoppia in pochi istanti. C'è già chi lo definisce il momento top del 2017. Ecco cosa è accaduto a Domenica Live.
Ospite di Barbara D'Urso nell'ultima puntata di Domenica Live, andata in onda il 22 gennaio, Lory Del Santo ha fatto divertire parecchio gli spettatori sintonizzati su Canale 5 a cui ha raccontato – tra una gaffe e l'altra – qualcosa in più del suo passato e del padre di suo figlio.
La conduttrice ha fatto sapere alla regista, giunto alla terza edizione, che l'ex compagno Silvio Sardi ha chiesto visibilità al suo programma per svelare dettagli interessanti sulla presunta relazione che Lory avrebbe avuto in passato con Donald Trump.
“Chi sarebbe?” ha spiazzato tutti l'ex concorrente di Pechino Express suscitando ilarità in studio. “Come chi sarebbe – ha risposto altrettanto smarrita Barbara D'Urso – Ci hai fatto un figlio insieme”.
Il figlio in questione – per chiarire le avventure dell'ospite di Domenica Live – si chiama Devin Arnold, è il suo secondogenito e vive in America dove pare faccia il fotografo. Devin è stato concepito poco dopo la tragica morte del primogenito Conor, nato dalla relazione tra la Del Santo e Eric Clapton.
Lo scambio di battute è terminato quando Lory ha ammesso: “È successo una vita fa. Non saprei riconoscerlo, non saprei chi è, ma è il padre, è un caso ma lo è. Mi fa piacere però che sia ancora vivo”.
Inutile dire che la confessione ha mandato in tilt il web; c'è chi ha cinguettato: “Sarà contento il figlio della del santo di sentirsi dire "che è stato concepito per caso con uno sconosciuto”, chi ha scritto. Colei che non sa chi sia il padre dei suoi figli.

lunedì 17 ottobre 2016

Maria de Filippi: “Lavoro grazie a mio marito, sono raccomandata”


“Per fare la conduttrice occorrono fortuna e, detto francamente, anche raccomandazioni. Senza mio marito non sarei riuscita a fare il lavoro che faccio. Questa è una professione che ti consente di guadagnare molto e di lavorare non troppo”.
La confessione di Maria de Filippi nella puntata di ieri sera di “Tu si que vales” ha ottenuto solo consensi dal pubblico che ha gradito l’umiltà e la sincerità della presentratrice.
A difenderla c’è Mara Venier che conferma la tesi della De Filippi ma aggiunge: “Senza tuo marito forse non ci saresti riuscita, ma quello che è venuto dopo è merito tuo. È necessario avere talento e tu ce l’hai. Senza, non saresti arrivata da nessuna parte”.

giovedì 25 agosto 2016

Il medico di Michael Jackson: “Io solo un capro espiatorio, i veri responsabili sono i suoi familiari!”


Fa scalpore la confessione di Conrad Murray, il medico di Michael Jackson, che per la prima volta racconta la sua verità sulla morte del cantante in esclusiva su Chi. Condannato a 4 anni per negligenza e accusato di aver abbandonato la popstar la sera in cui morì, dopo un’iniezione di sonnifero Murray rivela: “Io gli ho somministrato un sonnifero leggero.
Non può essere morto per quello. Michael era dipendente da un forte antidolorifico che gli prescriveva di nascosto un altro medico”. E sulla sua famiglia aggiunge: “Era circondato da parassiti e da piccolo è stato violentato…”.Parole pesanti, che gettano ombre sulle verità finora diffuse. Murray ha appena pubblicato un libro negli Stati Uniti, intitolato “This is it” (Così è) in cui racconta la sua versione dei fatti e fa delle rivelazioni esplosive sulla martoriata vita di Michael Jackson. “Hanno preferito incastrare me perché così si dimenticava la famiglia Jackson e tutto quello che aveva fatto subire a Michael per anni”, spiega: “Dal momento in cui fossi stato dichiarato colpevole la famiglia avrebbe potuto rivalersi sulla casa di produzione che mi aveva assunto e chiedere un indennizzo milionario. La sola cosa che conta in quella famiglia sono i soldi”.
E aggiunge: “Hanno voluto che fossi io il capro espiatorio per la morte di Michael Jackson. Nei giorni precedenti alla sua scomparsa Michael ballava sei ore al giorno e non si alimentava. Era un uomo di 50 anni in uno stato di spossatezza estrema. Era completamente insonne. Quella sera mi aveva chiamato per aiutarlo a prendere sonno visto che, a forza di non dormire, stava impazzendo. Io gli ho somministrato un sonnifero leggero. Non può essere morto per quella sostanza. In realtà Michael era dipendente da un forte antidolorifico che gli prescriveva di nascosto un altro medico. Ha avuto un arresto cardiaco procurato da questo farmaco, lo stesso che ha ucciso Prince. Ma tutto questo al processo non è venuto fuori, perché era più facile incastrare me, il suo medico”.
Murray fa rivelazioni terribili proprio sulla vita privata del cantante: “Era circondato da parassiti che avevano in testa una sola idea: estorcergli più denaro possibile. Quando era piccolo, ma era già una star, la casa discografica, con l’appoggio del padre Joe Jackson, aveva voluto fargli delle iniezioni di ormoni perché non uscisse dalla pubertà e mantenesse la voce da bambino”.
E Murray fa anche chiarezza sulla sessualità del celebre cantante, che fu anche accusato di pedofilia, puntando il dito ancora una volta contro il clan Jackson: «Michel era eterosessuale. Amava le donne, ma era molto timido. Con Lisa Marie Presley ha avuto una vera relazione e, a suo parere, era lui stesso il solo responsabile del fallimento del matrimonio. Michael era molto innocente. Da giovane era stato violentato all’interno della sua stessa famiglia e questa tragedia lo ha traumatizzato per tutta la vita”.

giovedì 19 dicembre 2013

Anna, uccisa e chiusa in un sacco nel milanese. Il genero ha confessato: "Sono stato io"

 
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Anna Concetta Immacolata De Santis: gli inquirenti hanno fermato due persone.
La donna, pensionata di 77 anni originaria di Brindisi ma residente a Milano, è stata uccisa e il cadavere è stato trovato l'11 dicembre scorso in un sacco davanti a un cantiere edile a Cesano Boscone (Milano).  LA CONFESSIONE «L'uomo ha già confessato, la sua compagna, invece, non è stata ancora sentita ma ci sono intercettazioni ed elementi molto pesanti».
A parlare è il pm Alberto Nobili nel corso della conferenza stampa organizzata per il fermo dei due presunti assassini di Anna Concetta Immacolata De Santis, la pensionata di 77 anni originaria di Brindisi ma residente a Milano il cui cadavere era stato trovato l'11 dicembre scorso davanti a un cantiere edile a Cesano Boscone (Milano).
A ucciderla sarebbero stati Daniela Angela Albano, di 39 anni, la figlia della vittima, e il convivente, 'genero' di fatto, Gianni D'Agostino, di 44.  «Il movente dell'omicidio sarebbero i problemi economici della coppia, entrambi licenziati di recente e con il vizio del gioco», spiegano i carabinieri. «Non si è trattato di un raptus - ha precisato poi Nobili - ma di un progetto premeditato, ben studiato. L'hanno soffocata in casa utilizzando dei guanti in modo da non lasciare impronte, l'hanno infilata in un sacco e infine l'hanno trasportata in auto davanti al cantiere di Cesano, precisamente tra via Kolbe e via Trento».
A incastrarli, nonostante i loro tentativi di depistaggio, sono state le intercettazioni.

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