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mercoledì 15 aprile 2020

Morto Franco Lauro: il giornalista della Rai stroncato da un malore a 58 anni. Voce del basket e del calcio

Morto Franco Lauro, lutto nel mondo del giornalismo. È morto a soli 58 anni Franco Lauro, volto noto di Raisport. Nato a Roma nel 1961, appassionato di calcio e basket di cui per anni è stato la voce nelle telecronache, è entrato in Rai nel 1984: in 28 anni ha commentato otto Olimpiadi estive ed una invernale (Torino 2006), sei edizioni dei mondiali di calcio, e altrettante degli Europei, dodici Europei e tre mondiali di basket.

Secondo quanto riferisce ilmessaggero.it, il primo a dare la notizia, Franco Lauro sarebbe stato colpito da un malore mentre si trovava a casa.


Il giornalista, a quanto si apprende, è deceduto nella sua abitazione probabilmente a causa di un infarto. Lauro era nato a Roma il 25 ottobre 1961 e prima di entrare in Rai aveva lavorato per qualche anno in alcuni giornali locali e radio private romane. Si era specializzato nel calcio mercato. In tv aveva esordito nel 1981 in un'emittente locale. Per due anni era stato anche lo speaker ufficiale del Palazzo dello Sport. Nel 1982-83 era stato impegnato nelle telecronache del campionato di calcio, per la trasmissione Roma e Lazio dal 1º minuto in onda su TeleRegione.

A trovare morto Franco Lauro - riporta in serata l'Adnkronos - sono stati i carabinieri di San Lorenzo in Lucina avvisati da un'amica che non ne aveva notizie da due giorni. I militari sono arrivati sul posto con il 118 che ne ha constato il decesso avvenuto comunque per cause naturali.

Era entrato in Rai all'inizio del 1984: in 28 anni ha commentato 8 Olimpiadi estive ed una invernale (Torino 2006), 6 edizioni dei Mondiali di calcio, e altrettante degli Europei, 12 Europei di basket, 3 Mondiali di basket, i Goodwill Games del 1990 a Seattle, varie edizioni dei Giochi del Mediterraneo e Universiadi. Tra il 1988 ed il 1991, Lauro aveva condotto l'edizione di mezza sera del Tg2 in coincidenza con vari scioperi generali dei giornalisti. Nel corso della carriera ha ricevuto diversi premi, tra i quali il Premio Beppe Viola e il Premio Paolo Valenti. Nel 1995 commenta la storica impresa della Nazionale femminile di pallacanestro allenata da Riccardo Sales medaglia d'argento agli Europei di Brno. Nel 1999 aveva commentato insieme a Dado Lombardi le gesta della Nazionale di pallacanestro dell'Italia di Bogdan Tanjević che conquista in Francia il campionato d'Europa. Nel 1996, in occasione dell'attentato terroristico alle Olimpiadi di Atlanta, rimase in studio quasi ininterrottamente per 32 ore per curare tutti i collegamenti con le reti e i Tg. Nel 2003 aveva condotto con Giampiero Galeazzi La Domenica Sportiva edizione del cinquantenario, nel 2004 Domenica Sprint e dal 2005 gli è affidato 90º minuto Serie B. Nel febbraio 2006 aveva condotto dallo studio i collegamenti con i siti di gara di Torino 2006, mentre nel giugno 2008 è stato il conduttore delle trasmissioni pre e post partita di Euro 2008. Dal 2008 al 2014 ha poi condotto 90º minuto per la Serie A, nel giugno e luglio 2010 è stato il conduttore di Dribbling Mondiali su Rai Due. Nello stesso periodo del 2012, come nel 2008, conduceva le trasmissioni Rai pre e post partita degli Europei e conduce Stadio Europa. Nel 2016-2017 aveva condotto il pre e post partita della Coppa Italia con Mario Sconcerti.

lunedì 6 aprile 2020

Grande Fratello Vip. Sossio Aruta, la rivelazione choc: «È morto». Andrea Denver scoppia in lacrime

Su Leggo.it le ultime novità. Grande Fratello Vip. Sossio Aruta, la rivelazione choc: «È morto». Andrea Denver scoppia in lacrime. L'ex volto di Uomini e Donne avrebbe trasgredito alle regole del programma rivelando un fatto drammatico agli inquilini della Casa.


Come riporta il sito Blastingnews, Sossio Aruta avrebbe rivelato che Kobe Bryant, uno dei più grandi giocatori di basket della storia, è morto in un incidente in elicottero insieme alla figlia, lo scorso 26 gennaio a Los Angeles.

La drammatica notizia avrebbe colpito profondamente Paolo Ciavarro e Andrea Denver, che si sarebbe messo a piangere. A pochi giorni dalla finale, ci potrebbero essere delle conseguenze per la trasgressione di Sossio Aruta? Staremo a vedere.

mercoledì 20 settembre 2017

Nancy Brilli a Leggo: "Io, attrice per amore. Con Verdone il top, inseguo ancora il film della vita"

«Faccio questo lavoro per mancanza d'amore, è una falla che richiede quantità e l'affetto dei fan sui social mi fa sentire amata». Parla diritta al cuore Nancy Brilli, l'attrice romana da dopodomani nelle sale con Tiro libero, una storia di crescita e redenzione sul tema dello sport e della disabilità, firmata da Alessandro Valori.
L'attrice ieri ospite nella redazione di Leggo in veste di direttore per un giorno sullo schermo è la mamma di Dario (Simone Riccioni), un ragazzo snob e arrogante, che dopo una dramma personale inizia ad allenare una squadra di basket formata da ragazzi disabili. Un episodio che lo porterà a crescere. Nel film, anche il cestista italiano Luca Vitali, l'ex campione Carlton Myers e l'allenatore Carlo Recalcati. «Mi sento madrina di questa pellicola spiega Brilli - Ho accettato di interpretare un cameo perché mi ha contagiato l'entusiasmo di Valori e Riccioni».
L'attrice, consacrata sul grande schermo da Compagni di scuola di Carlo Verdone, rivela: «In tv ho fatto tanto, ma al cinema il film della vita ancora deve arrivare. Ho 53 anni, un'età particolare, troppo giovane per interpretare un'anziana e troppo grande per fare la giovane. Ma vado fiera dei miei anni, mi sento bene in questa pelle». E quando le viene chiesto qual è il segreto della felicità risponde così: «Non so la felicità, ma il benessere si ottiene se riesci a stare qui e ora. Se sei presente a te stesso. Per questa ragione, tra le mie canzoni preferite c'è La vita è adesso di Claudio Baglioni».
Brilli, che nel 1987 ha raggiunto il successo al Sistina con Se il tempo fosse un gambero accanto a Enrico Montesano, oggi ha preso una pausa di riflessione dal teatro: «Sto pensando a fare qualcosa di diverso oltre all'attrice. Mi piacerebbe entrare nella produzione e accompagnare giovani talenti nel percorso attoriale».
Con i giornali ha dimestichezza - «Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria e conosco l'impaginazione», ci racconta - mentre il ruolo di testimonial della Lazio fu solo un'occasione: «Non seguo il calcio, mi venne offerta l'opportunità e arrivò anche lo scudetto». Infine, Brilli ci rivela i suoi compagni di lavoro del cuore: «Sicuramente Massimo Ghini, me lo sono sposato! Poi anche Gigi Proietti e la scrittrice Margaret Mazzantini, con cui ho portato a teatro Manola».

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