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giovedì 7 maggio 2020

Plasma iperimmune, la Microsoft di Bill Gates cerca pazienti donatori per creare un trattamento Covid-19

Microsoft sta lanciando uno strumento di auto-screening per verificare quali persone siano qualificate per donare il proprio plasma iperimmune nella speranza di creare un trattamento per i malati di Covid-19. Lo ha rivelato la stessa azienda di Bill Gates all’interno del loro blog lo scorso 20 aprile. Il plasma iperimmune sta alimentando il dibattito di queste ultime settimane in merito alle cure per il Covid-19. Una terapia che, a detta degli esperti, starebbe dando dei buoni riscontri sull’evoluzione clinica dei pazienti. In Italia la sperimentazione è partita del laboratorio di virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia diretto dal professor Fausto Baldanti ed è tuttora in sperimentazione anche all’Ospedale Carlo Poma di Mantova con il primario di pneumologia Giuseppe De Donno che ne sottolinea quotidianamente l’efficacia.


«C’è un trial che è in fase di completamento, che ha arruolato 47 pazienti, tutti pazienti piuttosto gravi, in ventilazione assistita. L’arruolamento dell’ultimo paziente è avvenuto giovedì o venerdì scorso e ora siamo in una fase di analisi di questo trial», ha detto Baldanti domenica sera a Che Tempo che Fa di Fabio Fazio. «I risultati sono davvero incoraggianti - ha aggiunto - l’efficacia si vede in un tempo molto breve» sottolineando di aver «in questo momento possiamo immaginare di avere una terapia di emergenza ma che potrebbe anche funzionare». «È naturale però che questa non sia la soluzione del problema - ha precisato Baldanti - la soluzione arriverà con il vaccino, con farmaci specifici oppure con la sintesi di questi stessi anticorpi in maniera ingegnerizzata, cose che richiedono tempo».

Lo strumento della Microsoft in fase di lancio è parte del lavoro di un team chiamato CoVig-19 Plasma Alliance. Quando qualcuno è infetto da un virus, il suo sistema immunitario produce anticorpi per combatterlo. Una volta che la persona infetta guarisce, all’interno del suo sangue è possibile trovare questi anticorpi. «Prima i pazienti Covid-19 guariti donano il loro plasma, prima il CoVig-19 Plasma Alliance può essere in grado di iniziare a produrre una potenziale terapia e avviare studi clinici», si legge nel testo sul blog. «Questi studi determineranno se questa terapia possa trattare i pazienti a rischio di gravi complicanze da Covid-19».

«Non si tratta di un nuovo trattamento - scrivono sul blog - è stato già usato per trattare la difterite nel 1890 e, efficacemente, durante la pandemia di influenza del 1918. Le infusioni al plasma sono state anche utilizzate per trattare le persone con malattie come la SARS, il morbillo e la varicella. Riguardo il Covid-19, alcune prime informazioni suggeriscono che le infusioni di plasma hanno abbreviato i tempi di guarigione di alcuni pazienti, ma è ancora troppo presto per dire quanto sia efficace il trattamento. I ricercatori negli Stati Uniti continuano a condurre studi controllati».

«L'obiettivo di Alliance - spiegano - è diverso da alcune altre iniziative relative al plasma. Piuttosto che concentrarsi sul dare trasfusioni di plasma direttamente ai pazienti infetti, l'Alliance vuole fare una terapia chiamata globulina iperimmune policlonale (H-Ig). Il processo riunisce più donazioni di plasma. Quindi, gli anticorpi vengono concentrati in una forma liquida, che i ricercatori cercheranno di utilizzare per creare un farmaco in grado di curare il virus. La terapia dovrebbe essere sottoposta a studi clinici prima di essere approvata per il trattamento di pazienti Covid-19».

«Il Bot al plasma CoVIg-19 , che Microsoft prevede di rendere disponibile tramite canali web, social e di ricerca, pone una serie di domande per vedere se un utente sia in grado di donare, compresi i farmaci che stanno assumendo, le allergie e altri condizioni mediche - concludono - Se risultassero idonei, gli utenti riceveranno informazioni su dove donare il proprio plasma, che richiede circa un'ora. Il reclutamento inizierà negli Stati Uniti per poi espandersi in Europa. Oltre a Microsoft, l'Alliance include Biotest, BPL, LFB, Octapharma, CSL Behring e Takeda. La Bill and Melinda Gates Foundation è consulente del progetto».

mercoledì 6 maggio 2020

Cataldo Franco, ai domiciliari il carcerierie di Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido a 13 anni. Scarcerato per rischio Covid-19

Cataldo Franco ha ottenuto il trasferimento agli arresti domiciliari per il rischio di contrarre il Covid-19. L'uomo, stava scontando una condanna all'ergastolo. Per circa due mesi fu il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, che venne rapito il 23 novembre 1993 - quando non aveva ancora compiuto 13 anni - per intimidire il padre del bambino che aveva deciso di collaborare con la giustizia. Fu tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell'acido per indurre il padre a ritrattare per volontà di Giovanni Brusca.


Cataldo Franco, anziano (ha 85 anni) e malato, è tornato nella sua casa di Geraci Siculo, a Palermo, trasferito ai domiciliari per il pericolo di poter contrarre il coronavirus. È uscito dal carcere di Opera lo scorso 28 aprile. C'è anche il suo nome nell'elenco dei 370 detenuti finiti agli arresti domiciliari per "motivi di salute". 

Tenne segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo dalla fine dell’estate all’inizio di ottobre del 1994. Il bambino fu successivamente trasferito per la richiesta di Cataldo Franco di liberare il capannone dove era rinchiuso perché l'inizio della stagione della raccolta delle olive. Fu poi arrestato e condannato all’ergastolo.

lunedì 6 aprile 2020

Domenica In, Mika salta il collegamento: «Mia madre malata si è aggravata, hanno detto di prepararci al peggio»

Mika salta la sua partecipazione a Domenica In a causa delle condizioni di salute della mamma che in questi giorni sarebbero peggiorate. Il cantante sarebbe dovuto essere presente in collegamento nella puntata del 29 marzo, ma non è apparso sullo schermo pare proprio per dei problemi familiari piuttosto gravi.


Fino ad ora non sono stati detti i motivi della rinuncia alla partecipazione, ma pare si tratti della mamma. La donna non sta bene, proprio nel programma domenicale di zia Mara Mika aveva parlato per la prima volta del tumore al cervello che di recente ha colpito la signora Joannie, la prima a credere nel talento del figlio. In questa situazione di emergenza legata al coronavirus anche la famiglia di Mika è stata colpita e la mamma si sarebbe aggravata.

A spiegare cosa è accaduto è lui stesso: «Voglio scusarmi per il recente silenzio. La scorsa settimana è stata turbolenta per la mia famiglia come lo è stata per molti altri in tutto il mondo. I membri della mia famiglia, tutti a Parigi, hanno avuto sintomi di COVID-19. Domenica pomeriggio, tuttavia, proprio mentre stavo per andare in diretta in onda su Rai Uno mia madre ha dovuto chiamare l’ambulanza per cure urgenti», ha scritto su Instagram. «Sono stato costretto a rinunciare alla trasmissione e ad aiutare mio fratello e mia sorella a distanza. Mia madre ha combattuto un cancro al cervello aggressivo, per questo motivo, con il passare dei giorni, le sue condizioni si sono aggravate e ci hanno detto di prepararci al peggio. Ci siamo seduti a casa, ognuno di noi separato, incapace di contattarla o parlarle, proprio come molti di voi in situazioni simili in questo momento. Ieri, per miracolo, siamo stati informati che si sta stabilizzando».

Poi ha concluso: «Il mio cuore va a chiunque sia affetto da questo terribile virus. Non essere in grado di parlare o vedere le persone che ami mentre soffrono e combattono è straziante, e voglio esprimere le mie più profonde simpatie a coloro che si trovano attualmente nella stessa situazione e, peggio, a coloro che hanno perso qualcuno che amano. Dalla mia famiglia e io vi inviamo il nostro amore e la nostra compassione. Queste sono due cose che dovremo tenere con tutte le nostre forze, per superare le prossime settimane».

lunedì 23 marzo 2020

Coronavirus, viola l'isolamento per andare dall'amante positiva al Covid-19: due paesi messi in quarantena in Argentina

Va a letto con l'amante e diffonde il coronavirus. Una donna ha ceduto alle avances di un suo ex di molti anni fa andando a letto con lui e tradendo il marito. I due amanti però sono risultati positivi al coronavirus e per la loro irrefrenabile passione due paesi argentini sono finiti in quarantena.


Danilo H., 27 anni originario di Ceres, Santa Fe, nei primi giorni di marzo è andato a Cordoba per incontrare la sua ex fidanzata, rientrata da poco in Argentina dalla Spagna e ormai sposata con un altro uomo. Pochi giorni dopo la donna ha scoperto di essere positiva al Covid-19 mentre il suo amante era tornato nella sua città frequentando gli amici, uscendo e recandosi anche a Selva, un paesino di quattromila abitanti, dove ha partecipato a una festa.

A causa sua però i due paesi sono finiti interamente in quarantena, chiusi per paura che il virus possa diffondersi. Il giovane non ha certo nascosto la sua scappatella, tanto da arrivare alle orecchie del governatore di Santiago del Estero, che ha deciso di blindare le due città.

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus Belen se non avessero fatto la settimana della moda forse non sarebbe successo


La showgirl Belen ha rilasciato un’intervista all’AdnKronos con la quale ha detto la sua una personale opinione riguardante il modo in cui la situazione, nel nostro paese, è degenerata in poco tempo, infatti la Lombardia, è la regione più colpita dal Covid-19. Secondo Belen la Settimana della Moda di Milano potrebbe avere avuto un ruolo decisivo nella diffusione del virus:”Se avessero evitato di fare la settimana della moda forse tutto questo non sarebbe successo. Sono arrivati voli da zone che non erano al sicuro. Secondo me, è da lì che è partito tutto. Se dopo la Cina siamo diventati il paese più infetto nel mondo c’è qualcosa che è andato storto.


La settimana della moda è stata deleteria. Il governo doveva attivarsi prima. Belen ha ribadito che la sua è soltanto un’opinione e quello che ci rimane da fare è attenersi alle direttive del governo, sperando che facciano presto effetto:”La verità in mano non ce l’ha nessuno, non sappiamo neanche se la cosa si risolverà stando a casa ma il popolo deve attenersi a quello che ci dice il governo altrimenti questa storia non finisce più. Dobbiamo aiutarci a vicenda, siamo tutti molto demoralizzati, quindi se ognuno inizia a guardare anche l’orto dell’altro e non solo il suo forse riusciamo ad uscirne il prima possibile. E’ una situazione complessa e da un punto di vista economico è una tragedia senza precedenti.” Anche Belen, come molti vip, ha deciso di puntare sui social per trascorrere il tempo e per intrattenere i propri follower: ”Mi sto inventando qualcosa per intrattenere le donne magari mi collego, parliamo un po’ tra di noi, ci trucchiamo, insomma cerchiamo di passare un po’ il tempo.”

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