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domenica 29 gennaio 2017

"Gigi D'Alessio ha copiato mio padre". L'accusa dal figlio del musicista morto 15 anni fa



Un caso di plagio o solo un caso? Siparietto 'social' tra Alberto Bertoli, musicista e figlio del cantautore sassolese Pierangelo Bertoli (morto nel 2002), e Gigi D'Alessio. Bertoli ha infatti postato su Facebook la copertina del nuovo disco di Gigi D'Alessio, di prossima uscita, con accanto quella di un disco di suo padre datato 1976, 'Eppure Soffia'.
I due frontespizi si assomigliano molto, in entrambi si vedono le rispettive carte d'identità dei cantautori, cambia solo la sfumatura del colore sullo sfondo. Alberto Bertoli ha così commentato su Fb: «Ciao Gigi D'Alessio sono il figlio del signore coi baffi. La copertina del tuo cd è molto bella, ma non so come mai ha qualcosa di molto famigliare... io e la mia famiglia ci chiediamo se sia un caso».  Tra le centinaia di commenti che il post ha suscitato è arrivato anche quello di Gigi D'Alessio, dal suo profilo ufficiale: «Ciao Alberto, aldilà della grandissima stima artistica per tuo padre posso assicurarti che è solo un caso la mia copertina praticamente uguale a quella del grande maestro Bertoli. Questo mi conforta perché vorrà dire che il caso ha voluto farmi avvicinare ad un grande. Spero che il mio nuovo disco possa rimanere nella storia come tuo padre, che purtroppo non ho avuto l'onore di conoscere. Ti auguro tutto il meglio. Gigi».  Poco dopo lo stesso Alberto Bertoli ha replicato a D'Alessio, chiudendo il caso in tono ironico: «Ciao Gigi D'Alessio, innanzi tutto mi scuso per le offese gratuite e ingiustificate che hai ricevuto su questa pagina. Ho sempre difeso le persone che si fanno il mazzo e che fanno lavorare gli altri. Il mio post è semplicemente frutto dello stupore per la somiglianza tra le 2 copertine. Ti mando un in bocca al lupo».

domenica 27 novembre 2016

Gigi D'Alessio, ecco tutta la verità sui debiti: "Valeria Marini? Vuole più soldi di quelli che dovrebbe avere..."

“Molti credono che io mi sia alzato una mattina e abbia detto che avrei dovuto cantare quindici anni per saldare i miei debiti. Io non ho mai dichiarato nulla del genere, mai rilasciato un’intervista”.
Gigi D’Alessio a Domenica Live fa chiarezza sulla questione dei debiti balzata sulle pagine di tutti i giornali.
“In quel primo articolo è stata fatta confusione tra debiti e mutui. E poi tutti gli altri sono andati dietro. C’è stata tanta confusione in questa storia”.
Tra i temi affrontati, anche il prestito avuto da Valeria Marini.
“Mi dispiace parlare di Valeria. Ho sempre detto, moralmente ho ragione io, sulle carte ha ragione lei. Poi dipende nella vita uno cosa vuol far valere, la morale o le carte. L’accordo tra noi non si è mai chiuso perché l’avvocato di lei non vuole chiudere, vuole più soldi di quanti ne dovrebbe avere e il mio avvocato dice che non è giusto”.  La motivazione dei debiti sarebbe negli investimenti sbagliati.
“Io dico che solo chi non fa, non commette errori. Volevo fare una cosa che desse lavoro a tremila persone nella mia terra. Artisti e calciatori sono un po’ come carta moschicida, attiriamo quelli che poi, prima o poi, ci vogliono fregare. Poi quando una persona entra a far parte della mia famiglia, io abbasso tutte le difese. Io oggi non posso parlare male, devo aspettare. Intanto, mantengo gli impegni che mi sono assunto. La cosa più importante che devo fare è continuare a fare il mio lavoro e fare cose come quella che farò a capodanno, quando andrò a cantare per i terremotati di Civitanova Marche”.  La conversazione non trascura aspetti più leggeri come la storia d’amore con Anna Tatangelo.
“Come si fa non essere gelosi? - chiede il cantante, guardando una foto della Tatangelo - Ma la gelosia è sentimento, non è una malattia. Il possesso è malattia”.

mercoledì 24 dicembre 2014

“Per recuperare i Rolex rubati a casa di Gigi D’Alessio si è mossa anche Mafia Capitale”


Ebbene, ora sono venute a galla delle sconvolgenti verità. I fatti risalgono allo scorso anno, quando dei ladri entrarono nella casa di Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, all’Olgiata, e rubarono alcuni oggetti di valore, tra cui alcuni Rolex.Secondo l’indiscrezione pubblicata su L’Espresso, per recuperare il bottino si sonosmobilitati in tanti, tra cui poliziotti, carabinieri e addirittura uomini dei nostri servizi segreti, nonchè qualche boss di Mafia Capitale.
“E’ quello che sembrano sospettare i Ros: in un capitolo della loro informativa sulle malefatte della banda Carminati – si legge su L’Espresso – si spiega infatti che Giovanni De Carlo (Ernesto Diotallevi, tra i superstiti della della Banda della Magliana, lo definiva addirittura «il boss dei boss») il giorno dopo il furto fece visita proprio alla maison di Gigi”. Forse ricorderete la vicenda dei Rolex rubati, e poi recuperati, a casa del cantante napoletano Gigi D’Alessio.

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